Il Manifesto della FISM : cosa chiede ai candidati alla Presidenza e al Consiglio Regionale

martedì 21 maggio 2019


La FISM, in quanto associazione che rappresenta in Piemonte circa 450 scuole dell’infanzia paritarie, presenti in circa 260 comuni, che accolgono oltre 30.000 bambini e bambine con circa 1.650 insegnanti, ritiene che il tema della parità scolastica e dei passi concreti per realizzarla costituisca con quello della qualità delle scuole,  uno dei nodi centrali di politica scolastica su cui il futuro governo della Regione dovrà con serietà e realismo confrontarsi ed operare. L’inserimento delle scuole paritarie nel sistema nazionale di istruzione, in forza del servizio pubblico svolto, comporta, infatti, equità nell’accesso al sistema, non solo per gli alunni, ma anche per il personale: un problema, questo secondo, troppo trascurato.
 
L’obiettivo, dunque, era e resta un finanziamento adeguato alle scuole paritarie (ovviamente finalizzato e da rendicontare), in modo da non comportare per i genitori costi diversi da quelli previsti per la frequenza delle scuole statali.
 
Con riferimento agli strumenti della parità la FISM ribadisce la scelta, condivisa dalla legislazione regionale piemontese fin dal 1996, del finanziamento diretto delle scuole dell’infanzia paritarie senza fini di lucro e delle “Sezioni primavera”, sulla base del numero di sezioni, per un ammontare tale da permettere una gestione, sul piano qualitativo ed organizzativo, equipollente a quella delle statali. La strada del finanziamento diretto, infatti, è costituzionale - i tentativi di invalidare tali leggi e normative di fronte ai TAR, fino alla stessa Corte Costituzionale, non hanno sortito esito -  e, se adeguata, assicura un regolare funzionamento delle scuole.
 
Ai candidati del futuro Consiglio regionale del Piemonte la FISM chiede:
 
  1. oltre ad un significativo incremento degli attuali contributi e alla loro certa e puntuale erogazione, di riavviare, anche grazie alle maggiori competenze che acquisirà la Regione, il processo di realizzazione di una compiuta parità scolastica, non solo giuridica, ma anche economica e di permettere così a tutte le famiglie di poter esercitare il loro diritto costituzionale di libera scelta educativa;
  2.  di applicare anche nella nostra Regione lo spirito della Legge nazionale n. 62/2000, meglio nota come Legge Berlinguer, che ha istituito il sistema nazionale di istruzione formato da scuole statali e da scuole paritarie e non da scuole pubbliche e private, come molti documenti e normative anche regionali erroneamente riportano. E quindi nella definizione delle linee di politica scolastica e nella programmazione delle scuole sul territorio dovranno essere coinvolte, nei limiti delle responsabilità giuridiche e legislative, non solo le Organizzazioni Sindacali e l’ANCI, ma anche le rappresentanze ufficiali delle scuole paritarie;
  3. che, nella programmazione sul territorio delle istituzioni scolastiche, sia evitata la creazione di scuole dell’infanzia statali in sleale concorrenza con quelle paritarie, visto che queste ultime, ai sensi della legge sulla parità, già accolgono tutti gli alunni i cui genitori ne facciano richiesta e con la loro presenza capillare rappresentano per la Regione una risorsa enorme  e da valorizzare,  anche in termini di risparmio per i bilanci pubblici;
  4.  di riconoscere, accanto al sistema delle scuole dell’infanzia statali e comunali, il sistema delle scuole dell’infanzia paritarie, supportando il coordinamento pedagogico-didattico a rete messo in atto, così come già avviene in parte in Emilia-Romagna e più compiutamente in Trentino.
  5.  di istituire un fondo regionale rotativo o altre forme di finanziamento compatibili con la legislazione e gli statuti delle nostre scuole dedicato alla manutenzione straordinaria (messa in sicurezza) degli immobili di proprietà delle scuole dell’infanzia paritarie senza fini di lucro, al fine di garantire la massima sicurezza dei bambini e bambine frequentanti e del personale
  6.  di impegnarsi affinchè il Decreto Legislativo n° 65 0-6 anni del 13 aprile 2017, preveda lo stanziamento dei contributi statali anche alle sezioni primavera e alle scuole dell’infanzia paritarie, impegnandosi a tutti i livelli (conferenza stato regioni e interlocuzione con i comuni piemontesi) per favorirne la piena attuazione.
  
In sintesi
la FISM chiede ai candidati al Consiglio Regionale, sia essi di maggioranza che di opposizione, il riconoscimento del valore culturale, pedagogico e sociale di istituzioni educative senza fini di lucro, presenti sul territorio piemontese fin dalla prima metà dell’Ottocento e dell’impegno di gestori che operano in spirito di volontariato, di coordinatrici e di tante insegnanti, che la presente legislazione continua a discriminare.
 
Su questi principi e su questi obiettivi la FISM, le scuole dell’infanzia paritarie federate, le insegnanti e i genitori degli alunni chiedono un impegno esplicito e pubblico da parte dei candidati al governo della Regione Piemonte e del Consiglio regionale, mediante la sottoscrizione del presente manifesto.

 

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FISM Torino - Altro - News n. 78 di martedì 21 maggio 2019

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